La Storia del McMCI

L’idea fondante

Nel 1934, il farmacista Marco Re decise di dare nuova vita all’Associazione Motociclistica Castellazzese, scegliendo come Patrona la Madonnina della Creta e delle Grazie. Marco Re, ebbe un sogno potente e visionario: immaginò un mondo in cui uomini di buona volontà, indipendentemente dalla loro provenienza, si riunivano in armonia per celebrare la fratellanza. Quel sogno lo segnò profondamente, tanto che, si adoperò senza riserva per trasformarlo in realtà.

Appassionato di motociclette, concepì un’idea innovativa: radunare motociclisti da ogni parte del mondo, presso la chiesa dove si venerava la Madonna della Creta e delle Grazie, nota per le numerose testimonianze di miracoli legati a viaggiatori e vittime di incidenti stradali. Un evento che non era solo un raduno, ma un simbolo di unità e speranza. Il suo obiettivo era ambizioso: far sì che la Madonnina diventasse la protettrice di tutti i motociclisti.

Re con determinazione, iniziò un lungo lavoro di sensibilizzazione, coinvolgendo le associazioni motociclistiche in tutta Italia. Durante gli anni della guerra non abbandonò il suo sogno, che trovò nuovo impulso con la nascita del Movimento Madonnina dei Centauri, oggi lo definiremmo comitato di promozione. Nel triennio ‘43/’46, sostenuto da importanti pionieri del motociclismo come Mario Bocca di Torino, si intensificò l’attività di propaganda per diffondere il suo sogno, ottenendo attenzione sulle riviste specializzate e il supporto di grandi figure del settore.

Sul finire del 1943, la rivista “La Moto” pubblicò un articolo che celebrava il valore della Madonnina per il mondo motociclistico, immaginando un futuro in cui i centauri si sarebbero riuniti ogni anno al Santuario di Castellazzo per invocarne la protezione.

Il comitato di promozione del Movimento Madonnina dei Centauri, guidato dal Dott. Re, nel gennaio 1944 con una cerimonia solenne, fece benedire nel futuro Santuario dei Centauri le medaglie dei motociclisti, appositamente coniate. Le medaglie benedette accompagneranno le cartoline di propaganda e diventeranno il simbolo dei Pionieri della Madonnina, sancendo ufficialmente il legame tra la Madonnina e il mondo dei motori.             

Nel 1944 la Federazione Motociclistica Italiana riconobbe la Madonnina di Castellazzo come Patrona ufficiale dei motociclisti italiani, e la sua immagine fu esposta nella sede della Federazione stessa. L’eco di questo riconoscimento si diffuse rapidamente, attraverso giornali e radio, consolidando il prestigio dell’iniziativa.

Nel 1946 si tenne il primo Convegno Motociclistico della Madonnina dei Centauri, un evento che raccolse centinaia di motociclisti italiani e stranieri, le cronache riportano: “un migliaio di motociclisti italiani ed un centinaio di stranieri, per la massima parte francesi e svizzeri”. Numeri incredibili per l’epoca considerando le difficoltà del tempo: la scarsità di benzina, la disponibilità economica e la limitata circolazione. L’appuntamento ebbe un enorme successo diventando la miglior propaganda possibile per il comitato di promozione.

Nel 1947 arrivò il riconoscimento definitivo: Papa Pio XII, con un Breve Pontificio, consacrò la Madonnina di Castellazzo come “primaria Patrona” dei motociclisti. Da quel momento, ogni anno, nella seconda domenica di luglio, centauri da tutto il mondo si riuniscono per celebrare la loro Santa Protettrice, chiedendo protezione contro le insidie della strada.

Questa storia, nata in un piccolo paese, dalla visione di un uomo straordinario, è diventata un movimento internazionale che continua a unire passione, fede e spirito di avventura.

Organizzazione Madonnina dei Centauri

Nel 1943, Marco Re avvia una campagna di sensibilizzazione per ottenere il riconoscimento della Madonna di Castellazzo Bormida come Patrona dei motociclisti. Nasce un vero e proprio comitato di promozione attraverso una lunga serie di comunicazioni epistolari. Vengono coinvolti i principali direttori di riviste sia generaliste sia di settore proponendo racconti di avventure motociclistiche a lieto fine, con riferimenti alla Madonnina, per diffonderne la devozione. È pur sempre il 1943!

Ecco alcune delle riviste coinvolte: LE VOSTRE NOVELLE, NOVELLA, LA DOMENICA DEL CORRIERE, L’ILLUSTRAZIONE DEL POPOLO, L’ITALIA, L’AVVENIRE D’ITALIA, PRO FAMIGLIA, MOTOCICLISMO, LA MOTO, IL CENTAURO. Attraverso articoli, novelle e campagne di abbonamento, queste testate contribuirono alla propagazione dell’idea, dando spazio a racconti di avventure motociclistiche legate alla Madonnina. Alcuni scrittori come Mario Bocca, Domenico Fauda e Anna Rosa Gallesio furono particolarmente attivi nella pubblicazione di contenuti dedicati dichiaratamente propagandistici.

Nel novembre 1943, la richiesta di riconoscimento giunge al Vescovo di Alessandria, monsignor Nicolao Milone, che viene informato del progetto e sollecitato a dare il suo benestare, che non tarda ad arrivare.

Nonostante le difficoltà politiche e belliche, la propaganda procede attraverso la stampa, la creazione di abbonamenti per sostenere l’iniziativa e il conio di una medaglia commemorativa. Gli eventi bellici, tra cui i bombardamenti su Torino e Milano, causano notevoli ostacoli, ma la pubblicazione di novelle e articoli su varie riviste mantiene viva la missione.

Nel dicembre 1943, Marco Re invia cartoline della “Madonnina dei Centauri” a 163 persone, tra autorità e simpatizzanti, come augurio per il nuovo anno. Nel frattempo, attende le mille medaglie ordinate alla Ditta Frati Gaetano di Milano dopo i bombardamenti che hanno colpito la Stefano Johnson costringendola a rifiutare la commessa. La cerimonia di benedizione delle medaglie viene riportata da varie testate, tra cui Il PICCOLO, LA VOCE ALESSANDRINA, LA MOTO e L’ITALIA.

Aumentano le adesioni al progetto: chi richiede cartoline o medaglie deve inviare un biglietto di adesione affinché la Madonna venga riconosciuta Patrona dei motociclisti. Il sostegno cresce rapidamente, con l’idea di organizzare, dopo la guerra, un grande raduno denominato Madonnina dei Centauri.

Nel settembre 1943, sotto il governo della Repubblica di Salò, la Federazione Motociclistica Italiana (F.M.I.) ottiene una nuova approvazione ufficiale grazie al commissario del C.O.N.I., Ettore Rossi, offrendo un’opportunità di propaganda. Re scrive agli aderenti per diffondere la notizia e coinvolge riviste motociclistiche e quotidiani del nord Italia.

Nel marzo 1944, l’iniziativa riceve ulteriore slancio: arrivano donazioni e richieste di medaglie, mentre importanti aziende motociclistiche come Moto Guzzi, Bianchi, Gilera e Sertum formalizzano la loro adesione. L’obiettivo finale resta quello di consolidare il sostegno e organizzare un grande evento per celebrare il riconoscimento della Madonnina come Patrona dei motociclisti. Le figure più attive nella promozione dell’impresa in questa fase furono:

  • Marco Re, ideatore dell’iniziativa e principale promotore, instancabile nel coinvolgere riviste, autorità e motociclisti.
  • Mario Bocca, suo amico e collaboratore, che contribuì attivamente alla campagna di sensibilizzazione attraverso scritti e contatti.
  • Domenico Fauda, corrispondente de L’Italia e L’Avvenire d’Italia, che pubblicò articoli chiave per diffondere il progetto.
  • Anna Rosa Gallesio, giornalista de L’Italia, che con le sue interviste e novelle diede grande visibilità alla missione.
  • Ferruccio Colucci, direttore de Il Centauro e figura influente nel mondo motociclistico, coinvolto sin dall’inizio.
  • Gino Magnani e Italo Luraschi, rispettivamente direttori di Motociclismo e La Moto, che diedero spazio alla campagna sulle loro riviste.
  • Ettore Rossi, commissario del C.O.N.I. e reggente della F.M.I., che ufficializzò il sostegno della Federazione Motociclistica Italiana.
  • Giuseppe Gilera, Carlo Guzzi, Gian-Fernando Tommaselli, e altri esponenti dell’industria motociclistica, che aderirono all’iniziativa, rafforzandone il prestigio.

Nell’estate del 1944, i bombardamenti mettono in crisi le comunicazioni e rallentano la propaganda. Nonostante le difficoltà, Marco Re continua a raccogliere adesioni e donazioni per il riconoscimento della Madonnina dei Centauri, con l’appoggio di sportivi e motociclisti, tra cui il ciclista Glauco Servadei, che aderisce dopo essere sopravvissuto a un bombardamento.

Numerosi campioni del motociclismo sostengono l’iniziativa con offerte generose, mentre promotori come Massimo Masserini e Carlo Fumagalli diffondono il messaggio in diverse regioni. A ottobre 1944, le adesioni superano quota 1.000, tra cui i primi 21 Pionieri ufficiali:

  • Arzano Francesco – Alessandria
  • Astuti avv. Pio – Castellazzo Bormida
  • Bagliani Francesco – Genova
  • Besana conte Gaetano – Milano
  • Bocca rag. Mario – Torino
  • Curti Aldo Luigi – Milano
  • Dalla Villa Amorino – Milano
  • Fasoli Luigi – Crema
  • Fumagalli Carlo – Pavia
  • Furghieri Giuseppe – Mantova
  • Gilera Giuseppe – Arcore
  • Guzzi Carlo – Mandello del Lario
  • Luraschi Italo – Milano
  • Masserini Massimo – Bergamo
  • Ravazzoli dr. Carlo – Grazzano (AT)
  • Sandri Guglielmo – Bologna
  • Scanzio Ferruccio – Biella
  • Scaramuzza Giuseppe – Savona
  • Sembenini Gino – Riva del Garda
  • Vanini Ferdinando – Como
  • Venturini Amedeo – Genova

A novembre, viene redatto lo Statuto dell’Organizzazione Madonnina dei Centauri, inviato ai sostenitori e alla Federazione Motociclistica Italiana (FMI), che ne approva il contenuto. Nel febbraio 1945, la rivista La Moto viene sospesa per economia di carta, prima che lo statuto venisse pubblicato limitandone la diffusione, ma le adesioni continuano.

L’elenco dei Pionieri si espande con nuovi sostenitori, tra cui Mario Colombo, Carlo Albini, Mario Ferla e Piero De Blasis, che contribuiscono alla crescita dell’organizzazione, mantenendo viva l’iniziativa nonostante le difficoltà della guerra.

Nel marzo 1945, la diocesi di Alessandria affronta la perdita del Vescovo, monsignor Nicolao Milone, che aveva benedetto l’iniziativa Madonnina dei Centauri sin dalla sua nascita. Nel frattempo, l’Italia è ancora devastata dalla guerra, con combattimenti tra partigiani e forze fasciste e naziste, continui bombardamenti e gravi difficoltà nelle comunicazioni. Nonostante tutto, le adesioni al progetto continuano ad arrivare, seppur con notevoli ritardi postali.

A maggio, la posta ricomincia lentamente a circolare. Marco Re, preoccupato per la legittimità della sua opera nell’incerto contesto politico postbellico, si rivolge al dottor Lorenzo Capriata, presidente della Cassa di Risparmio di Alessandria, per ottenere le necessarie autorizzazioni dal prefetto Livio Pivano, un suo stretto amico.

A giugno, Marco Re viene nominato commissario provvisorio dell’Associazione Motociclistica di Castellazzo e avvia l’espansione dell’iniziativa al Centro-Sud, cercando contatti con le associazioni motociclistiche di quelle regioni. L’organizzazione stampa nuova carta intestata e 2.000 cartoline per la propaganda, affidandole ai Pionieri affinché raggiungano i motociclisti nelle loro zone. Il 12 agosto, l’Associazione conta già 30 soci ufficiali, consolidando la sua rinascita dopo gli anni di guerra.

Il 9 settembre 1945, il Circuito di Piacenza segna la ripresa dello sport motociclistico. Marco Re partecipa all’evento e rafforza di persona i legami con piloti, organizzatori e sostenitori della Madonnina dei Centauri, trovando ampio entusiasmo e promesse di collaborazione da figure come Emilio Soprani, Raffaele Alberti, Paolo Cavanna, Enrico Casati, Giuseppe Tonelli e Luigi Montagna. Anche Piero Taruffi, noto recordman motociclistico e reggente della Federazione Motociclistica Italiana per il Sud Italia, darà il suo sostegno ufficiale.

Con la ritrovata stabilità nazionale, le adesioni aumentano rapidamente e nuovi Pionieri vengono nominati, tra cui Giovanni Lurani Cernuschi, Alberto Invernizzi, Giuseppe Bolognini, Marino Guarnieri ed Emilio Migliorini, rappresentanti del mondo sportivo e industriale. A novembre, un evento cruciale: l’elezione del nuovo Vescovo di Alessandria, monsignor Giuseppe Gagnor, che si rivelerà un grande sostenitore dell’iniziativa. L’organizzazione gli scrive per ottenere il suo incoraggiamento, e la sua risposta positiva viene immediatamente comunicata ai Pionieri, con grande entusiasmo.

Con il sostegno di Gagnor, la Madonnina dei Centauri è pronta a consolidarsi come simbolo spirituale e motociclistico, grazie all’impegno instancabile dei promotori e dei motociclisti italiani.

1946 – Primo Convegno Madonnina dei Centauri

Nel 1946, l’organizzazione Madonnina dei Centauri inizia a espandere la sua propaganda oltre i confini italiani, contattando moto club del Canton Ticino e preparando l’ingresso in Francia attraverso la Costa Azzurra e la Provenza, affidando la missione al corridore Pietro Guasco, nominato Pioniere. In Italia, si lavora per coinvolgere più società motociclistiche, soprattutto al Centro-Sud, ancora poco informato sul movimento.

La stampa gioca un ruolo chiave: dal 1945, Motor di Roma contribuisce a diffondere l’iniziativa, portando nuove adesioni. Collaborazioni importanti nascono con Mario Salani e Mario Massimi, che diventano Pionieri. Grazie al reggente della Federazione Motociclistica Italiana, Piero Taruffi, si ottengono indirizzi di club e associazioni per espandere il progetto.

Nel gennaio 1946, Marco Re partecipa a riunioni strategiche con la F.M.I. e il C.O.N.I., avvicinando nuovi moto club di Milano, Varese, Monza e Genova. A marzo, si tiene a Montecatini il primo Congresso Nazionale del dopoguerra, con 56 società rappresentate. Si affronta il dibattito tra una Federazione esclusivamente sportiva e una più inclusiva, capace di tutelare turismo, industria e sicurezza stradale. La fazione progressista, di cui Marco Re fa parte, prevale, stabilendo la sede della nuova Federazione Motociclistica Italiana a Milano, eliminando il termine “Reale”.

Tutte le cariche di vertice della nuova Federazione vengono assegnate a Pionieri della Madonnina dei Centauri, consolidando il legame tra la Federazione e il movimento motociclistico di ispirazione religiosa. Emanuele Bianchi viene nominato presidente, con Giovanni Lurani Cernuschi e Ferruccio Colucci vicepresidenti, e Giovanni Curli segretario generale. Si formano commissioni per turismo, tecnica, giustizia e sport, e vengono assegnati referenti regionali per favorire la crescita della Federazione su tutto il territorio italiano.

Marco Re si impegnò a orientare la Federazione Motociclistica Italiana verso un modello assistenziale per i motociclisti, garantendo loro servizi e vantaggi concreti. Sebbene gli venga offerta la presidenza della Commissione Propaganda, che gli avrebbe assicurato un posto nel Consiglio Direttivo Nazionale, rifiuta l’incarico per dedicarsi interamente alla crescita della Madonnina dei Centauri.

Dopo mesi di silenzio, il Moto Club di Bellinzona risponde positivamente, avviando una collaborazione con Silvio Carmine, il primo Pioniere svizzero. A Lugano, Edi Bernasconi, presidente dell’Unione Sportiva Ceresio, e il segretario Mario Masina intensificano la propaganda, raccogliendo adesioni e donazioni. L’entusiasmo svizzero si estende a Ginevra, dove l’Unione Motociclistica Svizzera pubblica una cronistoria del movimento sulla rivista Moto-Sport. Marco Re sfrutta questa opportunità per entrare in contatto con altre testate motociclistiche svizzere, espandendo ulteriormente la visibilità dell’iniziativa.

Sul fronte francese: i moto club della Costa Azzurra non sono ancora ricostituiti dopo la guerra, rallentando il processo. Con il supporto di un castellazzese residente a Nizza, Re riesce a individuare motociclisti appassionati, tra cui il farmacista Blanchet, che gli fornisce contatti di gruppi motociclistici attivi in altre regioni, tra cui Savoia e Moulins.

Finalmente, l’8 settembre 1946 viene confermata come data ufficiale del primo Convegno della Madonnina dei Centauri, dopo vari rinvii e problemi organizzativi. L’evento coinvolge 110 Pionieri provenienti da tutta Italia, Svizzera italiana e francese.

Uno degli ostacoli maggiori è l’accesso al carburante, la benzina è ancora razionata e i motociclisti stranieri rischiano di non riuscire a completare il viaggio senza una fornitura adeguata. L’Organizzazione richiede all’Ufficio Oli Minerali Alta Italia un’assegnazione straordinaria di 2.000 litri di benzina, ne vengono concessi solo 500.

In preparazione del primo Convegno della Madonnina dei Centauri, viene inviato il regolamento e il programma dell’evento, accompagnato da lettere di invito indirizzate a Pionieri, moto club, personalità, mecenati, costruttori e commercianti di motoveicoli. Per i partecipanti stranieri, il regolamento è tradotto in francese e spedito con una comunicazione dedicata.

Nonostante gli sforzi, la questione economica rappresenta una sfida: le donazioni dei Centauri non sono sufficienti a coprire le ingenti spese dell’organizzazione. Per finanziare il primo Convegno della Madonnina dei Centauri, si cerca il supporto dei soliti benefattori che hanno sostenuto l’impresa sin dall’inizio, ma i fondi raccolti non sono sufficienti. Si coinvolgono enti pubblici come Comune, Provincia, Camera di Commercio, Cassa di Risparmio di Alessandria, Banca Popolare di Castellazzo, C.O.N.I. e Touring Club, che però offrono un sostegno limitato, giustificando la loro scarsa collaborazione con le difficoltà economiche del periodo postbellico.

Di fronte alle necessità organizzative, vengono anticipate ingenti somme di denaro a livello personale, fondamentali per mantenere credibilità con i fornitori e garantire la riuscita della manifestazione. Particolare attenzione viene dedicata ai premi per i partecipanti, dal momento che solo la Federazione Motociclistica Italiana offre una coppa. Per questo, grazie alla creatività dello scultore alessandrino Angelo Locatelli, viene realizzata una prestigiosa targa in bronzo argentato e brunito su tavoletta di legno, destinata a essere riprodotta in più esemplari.

L’iniziativa, pur essendo un simbolo di grande valore artistico e commemorativo, pesa enormemente sulle casse dell’Organizzazione, già messe a dura prova dai costi del Convegno.

Finalmente giunge il giorno del tanto atteso Convegno. le cronache riportano: “un migliaio di motociclisti italiani ed un centinaio di stranieri, per la massima parte francesi e svizzeri”. Numeri incredibili per l’epoca considerando le difficoltà del tempo: la scarsità di benzina, la disponibilità economica e la limitata circolazione. L’appuntamento ebbe un enorme successo diventando la miglior propaganda possibile per il comitato di promozione.    

2° Convegno & Il Breve Pontificio

Nel settembre 1946, la Madonnina dei Centauri avvia le procedure per l’iscrizione del 2° Convegno Motociclistico Internazionale nel Calendario Internazionale FIM, richiedendo la prima domenica di agosto 1947 come data ufficiale. A novembre, la conferma dell’iscrizione arriva tramite il segretario FMI Walter Dalla Villa.

Nei mesi successivi, il progetto riceve il sostegno di varie autorità locali, tra cui Prefettura, Provincia, ENAL, Ente Provinciale per il Turismo, CONI, e i Municipi di Alessandria e Castellazzo B.da, che promettono contributi finanziari, supporto logistico e propagandistico, oltre a premi e strutture per ospitare i partecipanti.

Le lettere di congratulazioni da club motociclistici italiani e stranieri confermano il successo del primo Convegno, ma la prossima edizione presenta sfide economiche: il preventivo ammonta a 500.000 lire, e i fondi raccolti non sono sufficienti. Per finanziare l’evento, si organizza una lotteria con in palio una moto SERTUM 250 cc, offerta a prezzo scontato dalle Officine Fausto Alberti.

L’obiettivo più importante è la compilazione del documentario ufficiale, che raccoglie adesioni da moto club e appassionati per essere presentato alla Sacra Congregazione dei Riti, con la richiesta ufficiale di proclamare la Madonnina Patrona dei Centauri. Per accelerare il processo, vengono sollecitate le adesioni mancanti e pubblicati appelli su Motociclismo e La Moto. Inoltre, 168 associazioni ricevono una cartolina-avviso per incoraggiare ulteriori partecipazioni.

Nel 1946, Marco Re mantiene stretti contatti con il Vescovo di Alessandria, monsignor Giuseppe Gagnor, per garantire il riconoscimento ufficiale della Madonnina dei Centauri presso la Sacra Congregazione dei Riti. Il 6 novembre, il Vescovo lo incoraggia a portare personalmente a Roma il documentario ufficiale, un imponente volume di 450 pagine contenente documenti storici, articoli, testimonianze e adesioni da moto club italiani ed esteri.

Il 22 novembre, Marco Re parte per Roma per consegnare il documentario, sfruttando l’occasione della beatificazione di monsignor Gregorio Maria Grassi, castellazzese martire in Asia. Nel frattempo, la propaganda continua a espandersi, con articoli su Motociclismo, La Moto e il Bollettino del Santuario di Castellazzo Bormida, che ora viene distribuito anche in lingua francese alle federazioni motociclistiche europee. A dicembre arrivano importanti adesioni dall’estero, tra cui la Federation Française de Motocyclisme e la Federation Motocycliste de Belgique.

La pratica di proclamazione viene seguita con determinazione da monsignor Gagnor attraverso il domenicano padre Cristoforo Berutti, che opera presso la Sacra Congregazione dei Riti. Il 3 gennaio 1947, il Vescovo conferma che il documentario è in fase d’esame e che la pratica procede con costante attenzione.

Il 6 marzo 1947, giunge finalmente la tanto attesa conferma: con Breve Apostolico n° 17/47, Papa Pio XII proclama ufficialmente la Madonnina di Castellazzo come Patrona dei Motociclisti. La notizia viene immediatamente diffusa attraverso lettere, comunicati stampa e contatti con agenzie internazionali come ANSA, Reuters, United Press of America e la redazione sportiva della RAI. Le risposte di felicitazione arrivano da tutta Europa.

Marco Re, entusiasta per il successo dell’impresa, si rivolge ai suoi collaboratori ricordando il lungo percorso iniziato nel 1943, tra difficoltà e speranze, fino al traguardo raggiunto con riconoscimento ufficiale nel 1947. Tuttavia, la celebrazione non segna la fine del movimento: il lavoro continua per garantire un grande raduno internazionale il 3 agosto 1947, con un crescente numero di moto club italiani ed esteri iscritti ufficialmente.

Sulla base posta in tempi difficili e consolidata dal Breve Pontificio, i Raduni si susseguono, anno dopo anno. Molte vicende sono avvenute da allora, tante importanti date da ricordare, di seguito le più significative:        

  • 8 dicembre 1948.           

L’Organizzazione si evolve in Moto CLUB INTERNAZIONALE MADONNINA DEI
CENTAURi (M.C.I./M.C.), con l’aggiornamento dello statuto del ’44 per adeguarlo alle nuove esigenze organizzative. “Perché – come dice il Presidente – ormai il nostro Movimento è lanciato nel mondo e si deve dargli un assetto regolare con tanto di Consiglio di Presidenza e Vice Presidenti Internazionali (uno per stato aderente).” Nominato il Consiglio di Presidenza, sono anche designati i Vicepresidenti Internazionali che reggono una sezione estera del M.C.I./M.C.
conseguenza della crescente internazionalità è l’esigenza di organizzare raduni nazionali “Madonnina dei Centauri” per permettere ai motociclisti impossibilitati a raggiungere Castellazzo, di onorare la loro Patrona in patria.

  • 28 maggio 1949:

1° GRAND RALLYE FEDERAL DE LA MADONE DES CENTAURES, à Le Roeulx (prov.
Hainaut) in Belgio, organizzato dalla sezione di Le Roeulx dell’Auto Moto Club du Centre. Dal 1981 il raduno belga ha sede a Ressaix (prov. di Hainaut).

  • 4 giugno 1949:

Nel Santuario dei Centauri affollato di Motociclisti e di Castellazzesi, con una numerosa presenza di Pionieri, mons. Gagnor benedice la neonata bandiera del M.C.I./M.C.

  • 5 – 9 luglio 1949:

La Lampada Votiva, dono dei Motociclisti alla loro Patrona, è portata a Roma con un motocarro Guzzi guidato dal corridore Raffaele Alberti, scortata da 20 dipendenti della Moto Guzzi su “Super Alce” e seguita da un folto numero di Centauri. Il 7 luglio alla presenza del Vescovo di Alessandria e di una rappresentanza del M.C.I./M.C., viene accesa per la prima volta da S.S. Pio XII. La lampada, dopo un trionfale viaggio di ritorno, giunge a Castellazzo ed è accolta nel Santuario con un solenne Pontificale celebrato da mons. Vescovo.

  • 22 giugno 1952:

1° RALLYE SUISSE DE LA MADONE DES CENTAURES, a Friburgo nella cattedrale di St. Nicolas, per opera del Moto Club Friburgo. Dal 1991 si svolgerà a Le Mouret (Friburgo), organizzato dal Moto Club locale.

  • 26 – 27 giugno 1954 :    

1° RALLYE FRANCAIS DE LA MADONE DES CENTAURES, a Lione, allestito dal
Motocycle Club de Lyon et du Rhone.    Dal 1980 la sede del raduno francese sarà Vichy.
I tre rallyes nazionali si avvicenderanno ogni tre anni con questa sequenza: 1954, Francia; 1955, Svizzera; 1956, Belgio e così di seguito.

  • 14 – 15 luglio 1956:

In apertura dell’11° Raduno Internazionale, sulla piazza del Santuario viene accesa la “Fiamma della Fratellanza” e, da allora, ogni anno arderà per tutta la durata del rallye.
Accenditore il Pioniere Maggiore Henri Jeanneret, di Nizza (Francia).    

  • 20 – 21 luglio 1957:

Durante il 12° Raduno l’MC d’Arles con il MCI/MC donano una Challenge Perpetua, accenditoio in rame per iniziare la “Fiamma della Fratellanza” in memoria del 1° accenditore, Henri Jeanneret tragicamente scomparso nel febbraio ’57.

  • 13 – 14 luglio 1985:      

40° Raduno. Il Comune di Castellazzo Bormida onora la memoria di Marco
Re dedicandogli la via dove si affaccia la sua casa. Dopo l’inaugurazione, il sindaco, dott. Pietro Guglielmero, nel suo intervento dice: «…Scoprendo quella targa non solo si è voluto rendere omaggio alla sua persona ma anche indicarlo come esempio; il paese ha bisogno di uomini come lui che abbiano degli ideali in cui credere, pronti a perseguirli con tenacia e decisione…».

  • 8 luglio 1988:

In occasione dell’Anno Mariano, la sera di questo giorno vede a Roma, in Piazza S. Pietro, organizzato dal M.C./M.C.I., l’INCONTRO DEI MOTOCICLISTI COL SANTO PADRE. Centauri italiani e stranieri ricevono la Benedizione Apostolica.

  • 15 – 23 luglio 1989:

Per il 44° Raduno il Comune di Castellazzo Bormida allestisce una mostra storica dal tema: “La Madonnina di Castellazzo dalla grande peste del 1630 al Rally dei Centauri”. Vengono esposti documenti e fotografie originali dell’Archivio Storico del Comune e dell’archivio personale di Marco Re.

  • 3 dicembre 1994:

Premio Internazionale CENTAURO D’ARGENTO 1994 al Moto Club Madonnina dei Centauri di Alessandria, per: «L’attività svolta nel campo del mototurismo con l’organizzazione del Motoraduno Internazionale Madonnina dei Centauri.           Oggi, nel cinquantesimo anniversario della sua nascita, il Motoraduno di Alessandria, per l’altissimo numero dei partecipanti, per la spettacolarità delle sue iniziative promozionali e turistiche è, infatti, da tutti riconosciuto come il classico appuntamento annuale italiano ed europeo delle due ruote e come modello inimitabile di organizzazione e di efficienza».

  • 29-30-31 maggio 1998:

1° raduno della sezione spagnola a Lerida (spagna) con la partecipazione di una delegazione dei Vigili Urbani in moto di Alessandria. In rappresentanza del comune, iniziativa che rimarrà viva alcuni anni.

  • 30 – 31 agosto 2003:

1° raduno della sezione tedesca a Lorrach, iniziativa che verrà ripetuta solo in un’altra occasione a Stuhlingen (Germania) nel maggio del 2008.

  • 25 marzo 2007:

Inaugurazione della nuova sede stabile del Moto Club Madonnina dei Centauri Internazionali in Via S.G. Bosco 63 ad Alessandria. Alla presenza delle autorità cittadine si ricorda con piacere l’allora sindaco Mara Scagni la cui amicizia fu determinante per anni di successo.

  • 12 luglio 2020:

settantacinquesimo raduno internazionale Madonnina dei Centauri, per le condizioni sanitarie dovute alla crisi pandemica COVID19 e le restrizioni su assemblamenti e viaggi, viene celebrata solo la messa dei centauri con la presenza di pochi motociclisti, tuttavia la tradizione non si interrompe.

  • 2025:

ottantesima edizione!

Giunti all’ottantesima edizione, nello scrivere questo testo, ci riconosciamo vivi di iniziative italiane ed estere e circondati da difficoltà da ogni lato. A ben vedere non è cambiato molto dal 1946: la differenza continua a farla la dedizione, la volontà, la fede.

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