La Beata Vergine della Creta, proclamata Patrona dei Centauri nel 1947 da Papa Pio XII, ha una storia affascinante che affonda le radici nella devozione popolare e nella tradizione motociclistica.
Fin dal 1946, ogni seconda domenica di luglio, si tiene un importante raduno internazionale che richiama motociclisti da tutto il mondo. In questa occasione, il santuario apre le sue porte non solo ai pellegrini ma anche alle loro motociclette, creando un’atmosfera unica dove fede e passione si incontrano.
Origini del culto
Il culto della Madonna della Creta e delle Grazie in Castellazzo B.da risale al 1630, durante un’epidemia di peste che colpì il Piemonte. Per invocare protezione e speranza, il castellazzese Giovanni Viola fece costruire nel 1631 una piccola edicola dedicata alla Vergine, nello stesso luogo dove oggi sorge il Santuario della Beata Vergine della Creta.
Nel corso dei secoli, il santuario è stato ampliato e trasformato, divenendo un punto di riferimento per i fedeli. Nel 1797 fu posta la prima pietra per la costruzione di un nuovo edificio, completato solo nel 1927, quando il santuario ricevette l’affiliazione alla Basilica Vaticana, equiparando i pellegrinaggi al santuario a quelli di Roma.
All’interno del santuario, lungo il corridoio di accesso alla Rotonda, si possono ammirare numerosi ex-voto, testimonianza della devozione verso la Beata Vergine della Creta e delle Grazie.
Il legame con i motociclisti
Il legame tra il santuario e il mondo motociclistico nasce durante la Seconda Guerra Mondiale, grazie al Dott. Marco Re, farmacista di Castellazzo Bormida già fondatore del locale moto club.
Si racconta che, in un momento di difficoltà, abbia avuto una visione in sogno della Madonnina dei Centauri, spingendolo a dar vita al Movimento Madonnina dei Centauri (1942-1947), con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento della Beata Vergine della Creta e delle Grazie come Patrona dei Motociclisti.
Un evento cruciale avvenne l’8 settembre 1946, quando il santuario ospitò il primo Convegno Motociclistico Internazionale della Madonnina dei Centauri. Questo raduno storico, nel contesto complicato del dopoguerra, vide la partecipazione di celebri motociclisti italiani, ancor più sorprendentemente internazionali, segnando l’inizio di una tradizione che continua ancora oggi.
A coronamento dell’impegno del Dott. RE e dei Pionieri del Movimento Madonnina dei Centauri, il 6 marzo 1947 giunse laconsacrazione definitiva, con il Breve Apostolico 17/47 dell’11 febbraio 1947. Papa Pio XII proclamò ufficialmente la Beata Vergine della Creta, venerata nel santuario di Castellazzo B.da, Patrona dei Motociclisti.
La Lampada Votiva: un simbolo da preservare
Un secondo momento fondante fu il viaggio nel 1949 di 13 motociclisti verso Roma, portando una lampada votiva dedicata alla Madonnina dei Centauri come segno di devozione.
Tutto ebbe inizio il 30 gennaio 1949, quando il comitato organizzativo del novello Moto Club Internazionale Madonnina dei Centauri (MCI/MC) si riunì per la sua seconda seduta di consiglio. Fu deciso di offrire una Lampada Votiva, in segno di devozione da parte dei motociclisti alla Madonnina, Patrona dei Centauri. Per garantire la massima solennità all’evento, venne richiesto l’intervento del Vescovo di Alessandria, neo ordinato Vescovo dei Centauri: Monsignor Giuseppe Pietro Gagnor, che accolse con entusiasmo l’iniziativa.
Il vescovo rivolse una preghiera a Papa Pio XII, che concesse la sua approvazione all’accensione della lampada per l’Altare della Celeste Patrona dei Centauri. Fu stabilito che lo stesso Pontefice avrebbe acceso con le proprie mani la lampada il 7 luglio successivo, presso la Santa Sede.
L’importanza di questo evento era straordinaria: la lampada rappresentava il sentimento di fratellanza che unisce i motociclisti di tutto il mondo. Per sottolineare il carattere internazionale dell’offerta, vi fu incisa una dedica in latino:
Patronae suae ex toto orbe terrarum fraternitate vincti Centauri nostri
(Per mezzo della loro Patrona, i centauri di tutto il mondo sono legati da vincoli di fratellanza)
L’opera, realizzata in rame argentato e dorato, riproduceva un motivo motociclistico ed era stata creata da Cesare Boggiano di Genova.
Il 5 luglio 1949, un gruppo di motociclisti alessandrini partì per Roma, portando la Lampada Votiva in un viaggio che sarebbe entrato nella storia.
Il corteo si radunò nei giardini pubblici di Alessandria (da questo momento in poi i giardini diventeranno luogo di incontro dei Centauri locali e sede storica dell’annuale raduno internazionale), guidato da un motocarro addobbato in azzurro, che trasportava il Lume Votivo. Una folla festante si riunì per assistere la partenza del corteo. Lungo il percorso, motociclisti provenienti da Torino, Milano e dall’estero si unirono alla colonna, seguiti da rappresentanze di altre città italiane.
Nel frattempo, Monsignor Gagnor, che aveva preceduto il gruppo di un giorno, si recò in Vaticano per predisporre il ricevimento del Santo Padre.
La cerimonia della benedizione si svolse all’interno del Palazzo Apostolico, dove il Papa si affacciò per salutare la folla di motociclisti riuniti nel Cortile di San Damaso. Il fragore dei motori fu la risposta al saluto, creando un’atmosfera carica di emozione e rispetto.
Ritiratosi, il Pontefice procedette all’accensione della Lampada Votiva, ringraziando i motociclisti per il loro dono alla Madonnina dei Centauri e alla Sede Apostolica. Tempi complicati, il rigore delle regole era certezza come la volontà di impegnarsi per l’affermazione delle idee di comunione e fratellanza, figlie di anni di miseria e guerra.
L’accoglienza che la colonna ricevette al rientro fu trionfale. Già nei dintorni di Novi Ligure, numerose automobili attendevano la colonna per scortarla. L’ingresso nelle vie di Alessandria fu straordinario: le campane della Cattedrale risuonavano festosamente per annunciare l’ingresso in città.
Verso le 11:00 del 10 luglio, la Lampada Votiva percorse trionfalmente le strade di Castellazzo B.da, tra le acclamazioni della folla e il suono festante delle campane. Un gran numero di fedeli affollava la Chiesa, illuminata da una miriade di luci scintillanti.
Il Vescovo ricevette la Lampada Votiva dalle mani delle autorità sportive e la espose al centro del Presbiterio, prima di celebrare una Messa Solenne. Per tutti i presenti, quel momento rappresentò un inno di comunione con i motociclisti di tutto il mondo, uniti sotto lo sguardo della Madonnina dei Centauri.
Un messaggio per le nuove generazioni
Le mie parole vogliono ricordare alle nuove generazioni l’importanza di questo evento, che per noi motociclisti fu un momento unico e irripetibile.
Esorto tutti coloro che vivono la passione per le due ruote a mantenere viva la simbologia della “Lampada consacrata”, affinché il suo significato di fratellanza e devozione continui a illuminare la strada dei Centauri di oggi e di domani.
Un Pioniere della Madonnina
Il tripode e la “fiamma della Fratellanza”
Il 14 luglio 1956, durante la cerimonia di apertura dell’11° Raduno Internazionale Madonnina dei Centauri, un momento destinato a diventare leggenda prese vita sulla piazza antistante il Santuario: venne accesa per la prima volta la Fiamma della Fratellanza.
A compiere questo gesto simbolico fu Henri Jeaneret, Pioniere Maggiore di Nizza (Francia), il primo custode di un fuoco destinato a brillare attraverso le generazioni. Il destino volle che Jeaneret ci lasciasse tragicamente nel febbraio 1957, in suo onore il Moto Club di Arles (Francia) donò un accenditore in rame, tributo alla sua memoria.
Dal dodicesimo Raduno Internazionale Madonnina dei Centauri (luglio 1957) quel prezioso accenditore divenne il mezzo attraverso cui la Fiamma della Fratellanza continuò ad ardere, illuminando il tripode all’ingresso del Santuario della Patrona.
Da allora, anno dopo anno, la Fiamma viene accesa per ricordare le vittime della strada, un gesto intriso di rispetto e unità, un legame che attraversa i confini e le epoche. Rimane viva fino alla conclusione della manifestazione, come un faro di memoria e fratellanza per tutti i motociclisti che vi partecipano.
Aimé Genestre – Mc d’Arles Accende la Fiamma della Fratellanza 1957
Oggi, il Santuario della Madonnina dei Centauri continua a essere un punto di riferimento per motociclisti di tutto il mondo. Ogni anno, la seconda domenica di luglio, migliaia di appassionati si ritrovano al Santuario, uniti dalla passione per le due ruote, l’amicizia e dalla spiritualità.
L’evento internazionale non è solo un raduno motociclistico, ma un vero e proprio momento di fratellanza, dove motociclisti di ogni provenienza celebrano i valori di libertà, comunità e rispetto, sotto la protezione della loro Patrona, la Beata Vergine della Creta e delle Grazie.